150 anni di packaging: l’imballaggio per una vita comoda

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti si preparavano a sperimentare una straordinaria crescita economica. Nei decenni ’50, ’60 e ’70 il prodotto interno lordo crebbe a dismisura tanto che anche la popolazione più povera poteva dirsi ricca se paragonata agli standard mondiali. Tutti erano quindi in grado di permettersi un tenore di vita moderno e agiato e questo diede inizio all’era consumistica.

Le tecnologie applicate ai metalli stampabili e alle materie plastiche erano già molto sviluppate, ma avevano fino ad allora avuto un’applicazione limitata principalmente all’uso militare. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le innovazioni tecnologiche legate all’uso dell’alluminio e della plastica cominciarono a susseguirsi e a diffondersi in modo capillare anche nel mercato consumer.

Grazie agli sforzi di giganti dell’industria come DuPont e Dow Chemical, iniziarono a comparire sul mercato materiali da imballaggio sempre più moderni, robusti, puliti e flessibili e a prezzi molto più convenienti rispetto ai materiali tradizionali. Questa spinta innovativa diede un forte impulso a reinventare le soluzioni di imballaggio esistenti: in questo periodo le lattine di plastica e di metallo diventarono popolarissime, si usava invece ancora poco la carta e il vetro era riservato solo ai prodotti di alto valore.

Un agiato stile di vita – Swanson TV Dinner

Con l’invenzione della pellicola di alluminio, nel 1954, la Swanson lanciò TV Dinners, un prodotto che offriva ai consumatori (i lavoratori superoccupati) le comodità di un alimento preconfezionato che richiedeva minimi tempi di preparazione. Il vassoio di cottura originale era realizzato in alluminio, diviso in tre scomparti e pensato per conservare accuratamente i cibi surgelati. La cena congelata poteva essere riscaldata in forno ed essere consumata facilmente. I TV Dinners erano perfetti per soddisfare due “mode” postbelliche: il fascino delle serate passate davanti alla TV e la curiosità verso prodotti e tecnologie in grado di far risparmiare tempo. Mentre queste tendenze spingevano i comportamenti d’acquisto, i materiali di imballaggio “usa e getta” diventano sempre più popolari e “accettati”.

I TV Dinners sono un’icona della cultura americana. Appartengono a quella fase storica in cui il cibo preconfezionato era ancora una curiosa novità e rappresentava la possibilità di modificare i tempi e i modi del “pasto”, nonché l’entusiasmo dei consumatori verso la TV.

Medicinali in confezione blister – Enovid

La consuetudine alla “pillola” nasce nel 1957 con l’introduzione del prodotto Enovid per il trattamento dei disturbi mestruali e dell’infertilità. Nel 1960, le stesse pillole furono riconfezionate in blister come pillole contraccettive orali. La confezione con il blister unico era pensata proprio per aiutare le pazienti al rispetto della terapia.
La popolarità della “pillola” creò un nuovo mercato per le aziende farmaceutiche. Per la prima volta, anche le donne sane avrebbero preso farmaci per lunghi periodi di tempo. Il packaging di Enovid-E Compack, nel 1976, conteneva 20 pillole in un blister che riportava i giorni della settimana scritti tutto intorno al bordo: questa custodia aiutava le donne a rispettare il quotidiano rito di prendere la pillola. Le eleganti confezioni inoltre permettevano di portare discretamente le pillole nella borsetta. In linea con questa tendenza, le aziende farmaceutiche svilupparono in seguito imballaggi riconoscibili per forma e colore per distinguere il loro prodotto da quelli dei concorrenti e costruire la fedeltà alla marca.

Immagine 2: G. D. Searle e Company of Chicago, Illinois, nel 1976 produssero il contraccettivo orale Enovid-E. Il blister da 20 pillole era inserito in un involucro di plastica a marchio Compack. I giorni della settimana, scritti sul bordo del blister, aiutavano le donne a rispettare il quotidiano rito di prendere la pillola.

Le nuove materie plastiche nel packaging

DuPont e Dow Chemicals inaugurarono la rapida diffusione delle materie plastiche nella produzione di tessuti, pneumatici, giocattoli, pitture, elettronica e materiale da imballaggio e la fortissima influenza che avrebbero avuto in tutti gli aspetti della nostra vita.
Se l’uso delle materie plastiche era molto conveniente dal punto di vista economico, lo era molto meno dal punto di vista ambientale. In assenza di regolamenti, era difficile tenere sotto controllo i produttori. Solo nel 1970 il governo approvò la legge nazionale sulla protezione dell’ambiente e istituì l’EPA, un’autorità per affrontare le questioni ambientali e formare i regolamenti necessari.

Il cellophane della DuPont ebbe un impatto profondo sugli imballaggi del periodo.

Altre innovazioni del periodo:

1950 – Fu inventato il polietilene. Era utilizzato inizialmente come materiale di schermatura per i cavi, ma il suo uso originale fu presto superato e fu poi utilizzato per produrre sacchi di cibo e spazzatura, film di imballaggio e contenitori per il latte. In meno di un decennio, la domanda di PE è cresciuta da 5 milioni di sterline a 1,2 miliardi di sterline alla fine del 1960.

1960 – Reynolds e Alcoa realizzarono lattine in alluminio da un unico pezzo di metallo. Questa soluzione risolveva il problema del peso delle lattine, perché ora solo un coperchio doveva essere collegato. La tecnologia fornì l’impulso per l’invenzione della chiusura a strappo e dei coperchi pop-top.

1977 – Il polietilene tereftalato (PETE) inventato come materiale per l’imballaggio delle bevande è oggi una delle plastiche più usate.

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