Al Premio Dona per parlare di domotica, IOT e packaging

L’undicesima edizione del Premio Dona, voce dei consumatori,  si è svolta lo scorso 24 novembre nell’abituale cornice del Teatro Argentina di Roma. L’evento, istituito dal 2007 dall’Unione Nazionale Consumatori e dedicato alla memoria di Vincenzo Dona, padre del movimento consumerista in Italia, si propone, con il patrocinio di autorevoli aziende e istituzioni, di fare il punto sull’attuale livello di protezione del consumatore.

Il titolo di quest’anno “Home smart home” è estremamente esplicativo dei temi affrontati: sull’onda della rivoluzione digitale si è parlato di casa intelligente, domotica e internet delle cose (IoT, Internet of things), novità che porteranno nelle nostre case numerosi vantaggi e “comodità”, ma solo a patto di una buona dose di  consapevolezza da parte dei consumatori.

Produttori e fruitori dell’innovazione si sono quindi seduti allo stesso tavolo per analizzare tutte le caratteristiche di un futuro che in realtà stiamo già vivendo. Diverse le testimonianze e le esperienze che nel corso dell’evento si sono susseguite da parte di chi sta costruendo, mattone su mattone, la casa del domani, offrendo soluzioni per renderla più comoda e attenta agli sprechi. Diverse le aziende che hanno messo in linea il know-how tecnologico con il design e la qualità della vita delle persone, dalla prevenzione per l’inquinamento in-door di Elica, all’attenzione per la tecnologia dei rivestimenti architettonici come Airlite, alle soluzioni per l’illuminazione e l’impatto energetico (Edison ed Eni Gas e Luce), alle app in grado di collegare utenti e servizi tra i più disparati dalla richiesta di idraulico o baby-sitter (Ernesto.it) al volto del tassista più vicino a casa (myTaxi).

Diverse le istituzioni che hanno fatto il punto sui dati tecnici di questa nuova realtà, come la ricerca sulle soluzioni per la “smart home” presentata da Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, Politecnico di Milano, che registrano un buon tasso di crescita.

Purtroppo la casa è anche un posto in cui non mancano gli sprechi, in particolar modo quelli alimentari. Ed è stato questo il tema della tavola rotonda “Quanto spreco” che ha avuto tra i protagonisti Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare Onlus e l’Istituto Italiano Imballaggio.

Il Direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio, Marco Sachet, ha sottolineato l’importanza del packaging per ridurre gli sprechi senza però dimenticare la sostenibilità:

“Limitare, in ogni modo, lo spreco di alimenti è il leit motiv. L’imballaggio e le tecnologie ad esso legate si profilano come uno degli strumenti utili allo scopo. La diffusione di confezioni a misura delle nostre esigenze ha tuttavia un rovescio della medaglia: a una riduzione del cibo buttato, corrisponde un aumento del packaging. Questo ha aperto una fase di riflessione critica tra stakeholders del settore, culminata nella redazione della Carta etica del packaging, che riassume in 10 principi l’essenza del packaging perfetto: responsabilità, equilibrio, sicurezza, accessibilità, trasparenza, informazione, contemporaneità, lungimiranza, educazione e sostenibilità. In questi principi, una volta tradotti in pratica, ovvero in funzioni che il packaging deve svolgere, sta la chiave del ruolo di contrasto dello spreco alimentare, in un’ottica più ampia di sostenibilità.
Così come, da consumatori, non percepiamo con chiarezza che il nostro stile di vita è responsabile dell’aumento dei rifiuti di imballaggio, altrettanto con difficoltà percepiamo che l’impatto ambientale di un alimento è, generalmente, assai più alto di quello del sistema di packaging che lo contiene e lo veicola. Motivo per cui è doppiamente importante evitare che l’alimento vada perso e questo risultato si può ottenere anche grazie a tecnologie di packaging sempre più performanti, che da tempo sono al centro delle nostre analisi e dei nostri studi. L’edizione 2017 del Premio Dona, dedicato al tema della casa, ha avuto il merito di percepire lo stretto legame tra le funzioni e le tecnologie dell’imballaggio e la gestione della casa e della spesa.

Come ogni anno l’iniziativa distribuisce alcuni premi.

L’edizione 2017 del Premio Vincenzo Dona va all’Associazione Peter Pan Onlus per il quotidiano impegno nel regalare un sorriso a bambini e adolescenti affetti da malattie onco-ematologiche e per il lavoro di dare ospitalità alle loro famiglie, ricordando che la casa è prima di tutto accoglienza, condivisione e socializzazione“.

Il Premio per la stampa che quest’anno andrà  alla rivista HOME!: “per aver avvicinato i consumatori alle tematiche della ‘casa’ coniugando le più moderne tendenze dell’abitare moderno ad una linea editoriale ispirata al rispetto per l’ambiente e ad accrescere la consapevolezza ‘abitativa’ dei lettori.

Per la sezione laurea, il riconoscimento andrà a Melissa Sessa dell’Università di Roma La Sapienza con la tesi di laurea triennale: “La smart home nella sua dimensione sociale”.

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