Cos’è la vita senza il packaging?

Qualche giorno fa una giovane lettrice del nostro sito ci ha fatto giungere un’inaspettata testimonianza attraverso il nostro servizio L’esperto risponde. Lo condividiamo perchè ci ha sorpreso e allo stesso tempo dato una certa soddisfazione.

“Il mio nome è Chiara, compio 23 anni il prossimo agosto e da circa un mese è cominciata la mia avventura nel mondo del packaging. Per finire i miei studi in comunicazione infatti ho deciso di propormi per uno stage in un’azienda che produce imballaggi creativi per diversi settori industriali, dall’alimentare alla cosmetica.

Appena entrata in azienda, dopo aver preso possesso della mia scrivania e della mia nuova email, sono stata sorpresa da una strana accoglienza. Il collega nella mia stanza, a occhio e croce un tantino egocentrico e sbrigativo, con infinita discrezione ha preso la mia borsa e ne ha rovesciato l’intero contenuto sulla mia scrivania, ancora immacolata. Quindi, mi ha guardato con un sorriso tra il malvagio e il soddisfatto e mi ha detto, indicando gli oggetti che rotolavano sulla scrivania: “Packaging, packaging, packaging”.

Cosa voleva dirmi? Era un modo certamente poco ortodosso di farmi capire che ruolo ha il packaging nella nostra vita quotidiana. Devo ammettere che, in qualche modo, quel metodo ha funzionato. Sin dal primo giorno ho iniziato subito a pensare in un’altra ottica e questo è stato fondamentale per iniziare a capire meglio il mestiere che avevo deciso di imparare.

Faccio un esempio. Oggi, 24 dicembre, ehm… intendevo dire, 2 di marzo, la nostra Milano, il luogo dove tutta la mia vicenda si svolge, è avvolta in un’improvvisa atmosfera natalizia, con la neve che fiocca ormai da due giorni. Se qualcuno svuotasse di nuovo la mia borsa sulla scrivania, cosa troverebbe? Non sarebbe sorpreso di trovare uno stick per il burrocacao, un tubetto di crema mani, i guanti e una fascetta di lana per la testa. O, ancora, un oggetto bello e utilissimo, un astuccio per il trucco con cipria pennello e mascara, le immancabili cuffie senza le quali non potrei mai uscire di casa, un’agenda, qualche penna, caramelle sparse ovunque e una piccola pochette rosa shocking contenente soldi e documenti.

Alcuni di questi oggetti non possono assolutamente mancare nella borsa di una ragazza in un giorno come questo.

Ma come sarebbe la vita se non avessero un contenitore pensato appositamente per loro? Non sarebbe possibile nè trasportarli nè utilizzarli. Come sarebbero le nostre mani e le nostre labbra senza crema e burrocacao? Ruvide e secche come quelle di Maga Magò. Immaginatevi le nostre facce dopo il lavoro o alla fine delle lezioni in università, magari prima di uscire per un aperitivo, se non avessimo a portata di mano, anzi di packaging, il nostro mascara e la nostra cipria. Forse le nostre borse sarebbero meno pesanti e le nostre schiene meno doloranti, ma, diciamocelo in tutta franchezza, tutto diventerebbe scomodo e inutilizzabile ed esteticamente meno interessante.

Da quando ho iniziato il mio stage questo punto di vista si è ampliato sempre più. Inoltre, i compiti che svolgo qui in azienda mi hanno portato a cercare sul web, media che si occupano di presentare e raccontare al consumatore le diverse funzioni del packaging. Così mi sono imbattutta nel vostro sito che da allora seguo con interesse, perchè tratta con semplicità il passato, l’attualità e il futuro del packaging facendo il punto sulle soluzioni più innovative per la sostenibilità. Ho pensato di scrivervi perchè sono certa che apprezzerete la mia storia.

Buon lavoro, Chiara

A noi la storia di Chiara è piaciuta e la ringraziamo perché ci dà una preziosa conferma. Il lavoro di divulgazione al consumatore realizzato in questi anni sta dando i suoi buoni frutti!

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