È pronto in capsula!

Il caffè in capsula è una consuetudine sempre più diffusa nel nostro paese, tanto che l’italianissima moka, anche nelle nostre case, lascia spesso e volentieri il posto al caffè monodose con macchina abbinata.

Anche la percezione comune però suggerisce che preparare una tazza di caffè espresso tramite un sistema erogatore abbia un impatto ambientale maggiore rispetto alla preparazione classica. Alcuni studi lo dimostrano e ci dicono inoltre che l’impatto maggiore non viene tanto dal diverso contributo energetico richiesto in fase di erogazione, quanto da quello associato ai diversi materiali impiegati per il confezionamento del caffè. Le capsule, in sostanza, producono degli scarti destinati a essere smaltiti come rifiuti domestici, spesso difficilmente riciclabili.

Ecco perchè alcune aziende nel nostro paese sono da tempo impegnate a trovare delle soluzioni in grado di abbassare questa criticità. Un obiettivo ambizioso perchè lo scopo è quello di contenere i costi ambientali che un sistema di monodosi porta inevitabilmente con sé, ma senza rinunciare alle esigenze di qualità, sicurezza e convenienza che il mercato richiede.

L’azienda Goglio, da sempre un punto di riferimento nel mondo del packaging per il caffè, ha da tempo brevettato sistemi per il confezionamento che garantiscono la migliore protezione dell’aroma naturale dei chicchi del caffè. Oggi a fres-co System® e fres-co green® si aggiunge una novità: la capsula compostabile barriera, presentata in esclusiva a Milano a Host 2017. Caratterizzata da elevate proprietà barriera e da un’elevatissima qualità di erogazione, la capsula Goglio è compatibile con le macchine oggi disponibili sul mercato. Innovazione anche nella chiusura delle capsule, dal semplice alluminio con laccatura termosaldante con varie finiture di goffratura e stampa ai più complessi  laminati plastici alta barriera.

Nella stessa direzione l’impegno di Coop. Nell’ottobre 2012 nasce la linea “Capsule di caffè tostato e macinato Fior Fiore Coop”, rientrata poi tra i nostri candidati all’Oscar dell’Imballaggio 2014. Ad esse si affianca una macchina per caffè espresso dalle caratteristiche distintive, interamente Made in Italy, sia per l’assetto tecnologico, che per il design e l’assemblaggio dei componenti.

Ogni capsula è formata da tre componenti: un sigillo in materiale flessibile a base alluminio, un filtro di carta e un vasetto in polipropilene con il fondo forato che ha la funzione di filtro per la percolazione del caffè, permettendo all’acqua di fluire in modo lento ed uniforme attraverso l’intera superficie, assicurando l’estrazione completa di tutta la polvere di caffè.

La capsula, messa a punto grazie alla collaborazione con Co.Ind., ha un sigillo pelabile dotato di un’apposita linguetta che consente al consumatore, dopo la fruizione del caffè, di aprire manualmente con un gesto semplice la capsula, separarne i suoi componenti e svuotare il fondo di caffè.

L’innovazione della capsula risiede nella facilitata operazione di separazione delle due componenti vasetto e sigillo, permettendo il recupero del fondo di caffè da destinare alla raccolta dell’organico. Normalmente infatti, le capsule in cui il contenuto non è separabile dopo l’uso sono da conferire alla raccolta indifferenziata, quindi, assieme al contenitore si disperde anche il fondo di caffè che, invece, può e deve essere valorizzato come materia prima seconda, essendo un ottimo ammendante agricolo. Ne consegue che destinare il caffè esausto alla raccolta differenziata dei rifiuti organici domestici comporta notevoli benefici: considerando un consumo di 2 caffè al giorno per persona, si potrebbe evitare di avviare annualmente in discarica circa 5,7 kg di caffè esausto.

Ma non solo, i componenti della capsula, una volta svuotata, possono essere recuperati in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale di prodotto: sono infatti monomateriali e quindi adatti sia al riciclo fisico sia alla termovalorizzazione.

 

 

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