Il packaging allunga la vita

Nel corso della ventesina edizione di Ecomondo, fiera internazionale per il recupero di materia ed energia per lo sviluppo sostenibile, in scena a Rimini dal 8 al 11 novembre, l’Istituto Italiano Imballaggio ha presentato uno studio dal titolo Il packaging allunga la vita. L’analisi mette in stretta correlazione lo spreco alimentare e il ruolo del packaging, come funzione di contrasto allo spreco, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Nella prefazione al volume, il Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani pone l’accento proprio sul rilievo dell’impatto ambientale dello spreco di cibo.

“La riduzione degli sprechi alimentari – afferma Degani – è indice di una qualità della vita più sostenibile e il packaging va inserito tra gli strumenti utili a perseguire questo risultato”.

E infatti il packaging contribuisce a proteggere e conservare il cibo, nel  tempo e nello  spazio, aumentando  la probabilità che sia consumato. Questa convinzione ha trovato spazio anche nella recente legge nazionale che facilita le procedure di donazione del cibo e conferma l’importanza del ruolo del packaging, tanto da prevedere un fondo, destinato a finanziare soluzioni che allunghino la shelf life degli alimenti e siano, nel contempo, vantaggiose per l’ambiente.

Sfatando, in modo leggero e ironico, qualche falso mito, Il packaging allunga la vita si propone di spiegare in termini semplici, e con esempi pratici, con quali modalità il packaging possa supportarci nella gestione quotidiana della protezione e conservazione del cibo, aiutandoci a sprecarne sempre meno e quindi a condurre uno stile di vita più sostenibile.

Lo spreco alimentare, infatti, oggi è un problema globale di enorme portata. In base alle rilevazioni della FAO, mentre quasi 800 milioni di persone soffrono e ancora muoiono di fame, ogni anno un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo, per il  consumo umano, finisce perduto lungo la filiera agroalimentare o buttato nella spazzatura.

Forte del rinnovato ruolo affidato al packaging, il Presidente dell’Istituto Italiano Imballaggio, Antonio Feola, si è fatto promotore dello studio  supportato da numerose aziende della filiera alimentare, della produzione del packaging e della distribuzione. Il volume, curato dalla giornalista Alessandra Gerli, ha ricevuto il patrocinio di Last Minute Market e dell’Osservatorio Waste Watcher e la personale condivisione di Andrea Segrè, Professore Ordinario di Politica Agraria Internazionale all’Università di Bologna.

Il documento esplora come il packaging possa ridurre o eliminare le perdite di alimenti, sia che esse avvengano nelle fasi di produzione e distribuzione, prima dell’acquisto, sia nelle nostre case. Le esperienze aziendali riportate confermano come si possa ancora intervenire sul packaging, per aumentare la probabilità che gli alimenti vengano fruiti. È anche emerso che l’incremento di efficienza ed efficacia del packaging, nel contrastare le perdite di alimenti, sia utile anche sotto l’aspetto ambientale. Nel prevenire e limitare lo spreco di cibo, l’imballaggio svolge infatti un’azione positiva anche sull’ambiente tout court, in quando gli alimenti che vengono gettati nella spazzatura hanno, di fatto, un considerevole impatto sia economico che ambientale.

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