Il packaging commestibile

Dopo la tradizionale “fashion week”, comincia oggi a Milano la nuova kermesse dedicata al cibo, Milano Food Week, dal 4 all’11 maggio. Ma cosa sarebbe il cibo senza packaging? Per noi è l’ennesima occasione per sottolineare l’importante ruolo svolto dagli imballaggi nel preservare e conservare più a lungo i nostri prodotti. In un settore in cui le innovazioni non si arrestano mai.

Aziende e centri di ricerca sono da qualche anno alle prese con una nuova tecnologia che permette di ottenere una particolare pellicola derivata dalle proteine del latte in grado di conservare i cibi 500 volte meglio rispetto ai materiali oggi in uso. Le sue proprietà permetterebbero in un futuro non troppo lontano a questo materiale di porsi come competitor della plastica nelle funzioni di imballaggio.

Un tipo di pellicola ottenuta con le proteine del latte è stata realizzata dai ricercatori del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. I risultati dei primi test sono stati presentati nel 2016 al congresso della Società Americana di Chimica (ACS) da Peggy Tomasula e Laetitia Bonnaillie, a capo del team che ha effettuato la sperimentazione.

La pellicola realizzata con le proteine del latte è molto efficace a fare da barriera all’ossigeno e garantisce dunque una migliore conservazione dei cibi nella catena di distribuzione, riducendo di conseguenza gli sprechi“, – spiega Tomasula presentando le proprietà del film che potrebbe sostituire quello in plastica utilizzato per proteggere i cibi.

Il materiale in questione è una pellicola amica dell’ambiente per diversi motivi:

  1. la particolare proteina di cui è fatta è 500 volte meglio della plastica nel creare una barriera tra il cibo e l’ossigeno,
  2. derivando dalle proteine del latte, la pellicola è biodegradabile, ecosostenibile e commestibile.

Esistono già sul mercato particolari varietà di packaging commestibile, fatte però di amido, un materiale più poroso che lascia penetrare l’ossigeno attraverso le microcelle. L’imballaggio a base di latte ha pori più piccoli e può quindi creare una rete più retta per mantenere l’ossigeno. Il primo tentativo dei ricercatori di utilizzare caseina pura ha dato vita a un materiale molto efficace nel creare una barriera all’ossigeno, ma relativamente difficile da utilizzare e con tempi di scioglimento in acqua troppo rapidi. Il materiale è stato migliorato incorporando pectina di agrumi nella miscela per permettere all’imballaggio di rafforzarsi, resistere all’umidità e alle alte temperature.

Dopo alcuni miglioramenti, l’imballaggio a base di caseina è molto simile alle confezioni in plastica che si acquistano in negozio, ma è meno flessibile e blocca meglio l’ossigeno. Il materiale è commestibile e fatto quasi interamente di proteine, ma in futuro – dicono i ricercatori – potrebbero aggiungersi additivi nutrienti (vitamine, probiotici e nutraceutici) e aromi naturali per migliorarne il gusto.

Le applicazioni del prodotto sono infinite“, afferma Laetitia Bonnaillie, Ph.D., co-leader dello studio. “Attualmente stiamo testando applicazioni come wrapper commestibili monouso. Vorremmo risolvere il problema dell’eccesso di plastica in alcuni imballaggi per prodotti alimentari.”

Per mantenere alti i livelli igienici nella vendita sugli scaffali dei negozi, i sacchetti monouso dovrebbero essere ricoperti da un rivestimento più grande in plastica o cartone per impedire loro di bagnarsi o sporcarsi. Un altro vantaggio della plastica derivata dal latte è che può essere applicata come uno spray su cibi meno resistenti al contatto con l’umidità, come i cereali, oppure per conservare in modo ideale la pizza, evitando che il condimento si disperda.

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