In ufficio, a casa, a scuola: la carta non tramonta mai

Siamo tornati da un po’ a pieno regime a scuola e a lavoro e le nostre attività hanno ripreso i ritmi consueti. In questo periodo, ormai universalmente definito come “Back to Work” o “Back to School”, le cartolerie e le librerie  si sono riempite di genitori e giovani alla ricerca di libri di testo e del miglior corredo per l’inizio delle lezioni.

Nonostante i contraccolpi di mercato e la diminuita capacità di spesa delle famiglie, questi esercizi commericali, nonché i fornitori di carta e materiale per ufficio, continuano infatti a riportare risultati di esercizio molto buoni.  Qualche anno fa, con la parte da leone ormai giocata da Internet e le tecnologe digitali, difficilmente avremmo pensato che il ruolo della carta sarebbe stato ancora così importante nella nostra vita. Il passare del tempo, infatti, ci ha dimostrato che questa nostra antica “compagna” ancora oggi trova spazio in utilizzi molto importanti, tanto che il suo consumo, invece che diminuire, sia andato via via aumentando.

Solo in Italia se ne consumano decine di tonnellate annue, quasi 50 kg per abitante, e non solo per libri e giornali, ma anche per molti altri impieghi: scatole quaderni, fazzoletti, fabbricazione mobili, costruzione case e per molte applicazioni che poco tempo fa sarebbero state impensabili.

In favore di questa “rivincita” non parlano solo i numeri di business: prendere appunti e scrivere idee su carta è un’attitudine che non sembra affatto scomparire nell’era digitale. Alcuni studi recenti richiamano l’attenzione sull’importanza della scrittura manuale e della lettura su supporto cartaceo. Gli appunti scritti a mano, così come la lettura di un libro di carta, comportano una maggiore elaborazione e selezione delle informazioni rispetto alla digitazione da tastiera. Secondo uno studio reso noto da Microsoft lo scorso anno oltre il 70% delle persone ha usato ancora la penna per più di un’ora al giorno. Se si mette a confronto l’efficacia di scrivere su carta o su formato digitale – come effettuato di recente dai ricercatori dell’Università di Princeton – risulta che chi ancora utilizza la tecnica più “antica” per prendere appunti o leggere un libro, selezioni di più gli elementi di cui prendere nota e abbia meno difficoltà poi a far proprie le nozioni trascritte e a “immagazzinarle” nel cervello.

Carta e cartone, che hanno cambiato nel profondo la cultura e i commerci di tutta la civiltà Occidentale, sono prodotti naturali, biodegradabili e riciclabili e, come tali, più rispettosi dell’ambiente. I prodotti cartari, in genere, si suddividono in sei grandi categorie: carta da stampa, carta da scrivere e per ufficio, carte da imballaggio, cartoni e cartoncini, articoli igienico-sanitari, carta speciale e per uso industriale. Sono formati da milioni di fibre di cellulosa intrecciate fra loro, sempre più anche da fibre ottenute riciclando carta da macero, e da sostanze aggiuntive quali collanti, coloranti e sostanze minerali, sempre più innovativi e sostenibili, che riescono a rendere la carta più preziosa. Dunque è molto limitativo considerare la carta solo per gli aspetti familiari di tutti i giorni senza dimenticare altri impieghi quali la costruzione, la moda, i passatempi e altro ancora, l’uso negli uffici e per alcune applicazioni industriali.

La passione per la cartoleria sta diventando un fenomeno di rilevanza mondiale: si aprono negozi nelle grandi città, da Londra a Parigi a Berlino, fino a Milano, e in questi punti vendita gli appassionati possono godere di un’offerta ricca e innovativa. Molti consumatori nel mondo, e perfino i nativi digitali, cominciano a realizzare che le mani non servono solo a digitare su smartphone o a cliccare su una tastiera. Scrivere a mano significa prendere una penna o una matita, scegliere un taccuino o una carta da lettere, esercitare la calligrafia. È una passione che conquista il mercato e si alimenta di oggetti iconici, di ricordi d’infanzia, ma anche di novità.

La tendenza a un revival dei prodotti in carta per scrittura e disegno in questa epoca di forte avanzamento della digitalizzazione è stata colta anche da “Trends Show”, sezione della manifestazione fieristica PaperWorld, evento internazionale per articoli di cartoleria e accessori per l’ufficio che si tiene in Germania, un’area interamente dedicata alle tendenze in atto nel settore della cartoleria. In questa sezione gli operatori del commercio hanno ricevuto nuovi impulsi per il rinnovamento o l’espansione degli assortimenti dei loro punto vendita, mentre per i creativi e i produttori, il trend show ha fornito preziosi spunti per nuove soluzioni di prodotto.

Ed ecco come Asia Pulp and Paper Group (APP), uno dei maggiori gruppi di produzione di carta e cellulosa del mondo, ha intercettato e anticipato questa tendenza con la linea Inspira. Si tratta di una linea di cartoleria premium, curata in ogni minimo dettaglio e che deve il suo nome all’ispirazione dei sensi. Colorata, ispirata al design anni ’70 o alla street art, o con un’anima “selvaggia” che fa l’occhiolino all’Indonesia, da dove proviene – perché è prodotta a Giava – la linea Inspira ha un design tutto italiano.

Creata graficamente nella sede di APP in Italia, a Padova, Inspira presenta un’ampia gamma di sofisticati taccuini, agende personalizzate ed eco-compatibili, inconsueti quaderni spiralati, multi-cromatici block notes e altri prodotti con layout inusuali, fino alla “Inspira Riciclata” che, con la sua grafica minimalista, presenta il colore tipico della carta riciclata e una texture morbida che ci rimanda con l’immaginazione alla jungla indonesiana e altri ambienti esotici.

Si ringrazia Laura Barreiro, di Asia Pulp & Paper, per il gentile contributo.

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