SOS spreco: conservare bene per risparmiare meglio

La metà del cibo prodotto nel mondo, circa due miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura, benché sia in gran parte commestibile. Il dato emerge da un rapporto del gennaio 2013 dell’Institution of Mechanical Engineers, associazione degli ingegneri meccanici britannici.

In Italia, secondo il “Barilla Center for Food and Nutrition”, ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, per un valore di circa 37 miliardi di euro. Un costo di 450 euro all’anno per famiglia. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone.

Esistono diversi modi per contribuire nel nostro piccolo ad abbassare queste cifre. E il packaging è, in tanti casi, un alleato strategico per permettere a noi un taglio sulle spesa e al nostro mondo il ritorno a una produttività più sostenibile.

Gli imballaggi, soprattutto se sapientemente pensati e progettati, permettono al cibo prodotto e inscatolato di durare più a lungo e dunque di andare disperso in percentuali decisamente minori.

Pensiamo alle merendine che troviamo negli scaffali del supermercato. Un tempo un pacco da 6 pezzi era composto da una scatola unica con all’interno il prodotto sfuso. Una volta aperto, a distanza di giorni, le merendine non ancora consumate, persa l’invitante fragranza, finivano spesso nella pattumiera. Oggi lo sforzo delle case produttrici di confezionare le merende in incarti singoli è dettato da una corretta lettura del mercato a tutto vantaggio del consumatore e dell’impatto ambientale. Perché se è vero che per ciascun pacco di merende avremo altri 6 piccoli incarti di CELLOPHANE da smaltire, il loro impatto è minore di quello causato dalle merendine prodotte, distribuite e finite nella pattumiera.

In questa rubrica cercheremo di fornirvi indicazioni preziose per la conservazione del cibo e sui benefici di un corretto packaging.
Continuate a seguirci!

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