Packaging, alleato contro lo spreco alimentare

Oggi 5 febbraio è la terza Giornata Nazionale di prevenzione dello Spreco Alimentare e arrivano i dati dell’indagine 2015 realizzata dall’Osservatorio Nazionale Waste Watcher con l’Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente nell’ambito del progetto “Reduce”.

Lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari. Una cifra vertiginosa, che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi nascosti legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’UE getta 90 milioni di tonnellate di cibo e ogni giorno in Europa si sprecano 720 Kcal di cibo a persona. In Italia, lo spreco di cibo domestico vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato (Rapporto Waste Watcher 2015).

Waste Watcher ha monitorato con la nuova inchiesta anche le abitudini di acquisto dei consumatori italiani: la spesa si fa nei supermercati o ipermercati, è la grande distribuzione a tenere banco per il 90% dei consumatori mentre solo il 9% degli italiani acquista nei piccolo negozi o dal produttore; la spesa è quotidiana oppure si rinnova ogni 2/3 giorni (69%), solo il 27% degli italiani pratica la grande spesa settimanale: questo per avere prodotti sempre freschi e limitare lo spreco degli alimenti. Le confezioni si preferiscono piccole (64%) per prevenire lo spreco che infatti colpisce in prevalenza le confezioni grandi aperte da tempo (62%). È plebiscitaria l’attenzione alla data di scadenza nelle etichette (91%), per le quali si richiedono informazioni chiare e dettagliate (ingredienti, provenienza, tracciabilità).

Obiettivo 2016 della nuova campagna “Spreco zero” è indagare le dinamiche e la portata reale dello spreco attraverso i “diari di famiglia”, lo strumento che permette una reale quantificazione del fenomeno e l’attivazione di efficaci policies di prevenzione in vista del 2025, anno chiave per gli obiettivi dell’Unione Europea.

“Il packaging” – spiega Marco Sachet, direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio –  “è uno degli strumenti fondamentali di prevenzione contro lo spreco di alimenti, come afferma e dimostra la FAO. Nei Paesi in cui mancano le tecnologie per contenere, proteggere, conservare ma anche trasformare e trasportare gli alimenti di base, questi vanno perduti fino al 90% prima di poter essere fruiti. Ma i consumatori tendono a focalizzare l’attenzione solo sulla parte di vita degli alimenti che si svolge dal momento dell’acquisto al momento della fruizione: il packaging agisce anche prima, invece, a monte: per questo è la garanzia della corretta conservazione del cibo. Dall’acquisto in poi la parte più consistente dello spreco di alimenti è collegata ai comportamenti dei consumatori: non sempre virtuosi nella gestione dei cibi a casa. Per questo è fondamentale che i cittadini guardino al packaging come a uno strumento chiave in funzione di prevenzione dello spreco del cibo: l’unico modo per incrementare ulteriormente l’efficienza della sua funzione è un cambiamento delle abitudini del cittadino/consumatore. Non c’è packaging intelligente che tenga se non prestiamo attenzione in prima persona alle regole di conservazione del cibo dopo il suo acquisto”.

In un’intervista di questa mattina su Radio 1 Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market, ha spiegato come il “packaging” sia  lo strumento ideale oggi per contrastare lo spreco alimentare.

Ascolta l’intervista

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