Wine design

Quanto è importante una buona etichetta nel lancio di un nuovo vino? Anche al di là della qualità del vino stesso, l’etichetta giusta può davvero fare la differenza. Come ben sappiamo, il design svolge un ruolo primario in tutte le decisioni di acquisto ed è proprio su questo punto che molti graphic designers concentrano la loro attenzione: creare etichette particolarmente attrattive per chi deve acquistarle. Vi presentiamo una carrellata delle più originali, leggetela sorseggiando da un bel bicchiere…

Inkwell Wine e le macchie di Rorschach
Proprio come il vino è in grado di influenzare in modo diverso ciascuno di noi, le celebri macchie di Rorschach assumono significati diversi a seconda dell’osservatore. Con questa etichetta Inkwell Wine chiede a chi lo acquista: “Cosa vedi in questo vino?”.  I creativi dell’agenzia /M/A/S/H/,  chiamati a ringiovanire l’etichetta di Inkwell e la sua identità di marca, hanno ideato il design di cui il produttore aveva bisogno. Lo Shiraz 2007 di Inkwell indossa con orgoglio questa veste. Se doveste acquistarlo, dopo averlo bevuto conservate la bottiglia: è un capolavoro nel suo genere.


 Portrait Wines di Gut Oggau
Oggau Estate è un produttore austriaco che ha dato al suo vino più di un sapore, ma una vera e propria personalità… per la precisione, nove diverse personalità. I Gut Oggau Portrait Wines sono stati progettati da Jung von Matt con l’idea di associare a ciascun Oggau una firma unica. Jung von Matt spiega: “Proprio come ogni uomo, ogni vino ha un proprio carattere: giovane, maturo, giocoso, complesso. Abbiamo pensato di associare un volto, una storia e un nome a queste caratteristiche. Gli Oggau tutti insieme formano una grande famiglia con nonni, genitori e i figli”.


Redheads – The return of the Living Red
I creativi di /M/A/S/H/ tornano in questa lista con la speciale bottiglia per Redheads. La collaborazione ha prodotto una bottiglia chiamata “Return of the Living Red” dal design semplice e provocatorio che richiama i classici film horror. A stupire l’occhio del consumatore la colata di cera rosso sangue sul tappo di sughero e l’assenza di etichetta: sul collo di The Return of the Living Red solo una semplice busta dall’aria invecchiata con alcune indicazioni sul contenuto della bottiglia e una serie di sofisticate illustrazioni ancora in tema horror story.


Matsu Organic Wine
Una rapida occhiata a queste bottiglie comunica immediatamente il valore principale di questa cantina: una competenza tramandata per tre generazioni. Le bottiglie di vino biologico Matsu mostrano la storia di questo vino da nonno a nipote, mostrando la cura della famiglia per i propri vitigni. Ogni etichetta rappresenta un vino diverso: “El Pícaro”, “El Recio” e “El Viejo”, ognuno con una sua personalità e un suo sapore.

La damigiana “The Carmine” per Francis Ford Coppola
I creativi di Sfaustina hanno creato questa monumentale damigiana di vino per l’appassionato di vini più famoso del cinema, Francis Ford Coppola. Il padre di Coppola, Carmine, conservava le damigiane di vino in una cantina dove poi il giovane Francis giocava. Un giorno il ragazzo tentò di portare una damigiana fuori dalla cantina facendo leva con una matita infilata nella maniglia, ma la matita si spezzò e la damigiana si ruppe in mille pezzi. Per evocare questo episodio nell’infanzia di Mr. Coppola, Sfaustina ha disegnato una damigiana dall’etichetta scura che riporta alcune frasi musicali scritte proprio dal padre di Francis e con una matita nera nella maniglia. Il nome, ovviamente, è “The Carmine”, in onore del patriarca della famiglia Coppola.

Shefa Profusion Wines
La parola “Shefa” si traduce dall’ebraico con “profusione”: un nome che ben si addice a questi vini per la loro esuberanza. Il design dei vini Shefa richiama fortemente l’iconografia ebraica conferendo loro un aspetto decisamente mediorientale. Poco sappiamo del loro contenuto, ma anche solo le bottiglie danno un po’ alla testa.


Boarding Pass Shiraz
Un classico: la Boarding Pass sull’etichetta dello Shiraz è uno dei design più originali e creativi degli ultimi anni. L’etichetta principale è essenzialmente una carta d’imbarco dove negli spazi normalmente dedicati ai dettagli del viaggio si trovano le informazioni sul vino. Questo Shiraz 2005 è stato un grande successo di packaging design: racchiude infatti tutta l’esperienza del viaggio aereo in una sola bottiglia.


La Wine Case Lamp di Ciclus
In una società dove il consumo di un prodotto finisce quasi sempre con un rifiuto, la lampada Wine Case è una gran bella trovata. Una volta finita la bottiglia, il suo contenitore si può trasformare in una lampada a lamelle completamente funzionale (e ben progettato). Stappa, riempi un paio di bicchieri e lasciati illuminare!


B Frank Wine
La parte più importante nell’etichetta del vino B Frank è quella che aggiunge chi lo compra. Se vuoi comunicare qualcosa di importante a un amico, un collega o al fidanzato, questa è la bottiglia che ti serve. Basta essere sinceri e scrivere col cuore il proprio messaggio. È un progetto di Talia Cohen per l’agenzia di marketing digitale B Frank e, francamente, è davvero molto bello!


La bottiglia in Braille di Lazarus Wine
Molto difficile da interpretare per i non addetti ai lavori, ma il design di questa bottiglia è sorprendentemente attraente per chi non capisce questa lingua. La bottiglia di Lazarus ha una grande e audace etichetta stampata in caratteri Braille con uno sfondo nero o giallo. In realtà è stata inserita a margine una descrizione in inglese che spiega le caratteristiche di questo vino, ma forse è proprio il non sapere bene cosa sia che piace: risolvere questo mistero ci fa venir voglia di stappare la bottiglia.

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