Coca-Cola, i 100 anni di una bottiglietta

La cosa fantastica di questo Paese è che è stata l’America ad iniziare la tradizione per cui i consumatori più ricchi comprano sostanzialmente le stesse cose dei più poveri. Si può guardare la TV e vedere la Coca-Cola, e si sa che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e puoi farlo anche tu. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e nessuna somma di denaro può dartene una migliore di quella che sta bevendo il barbone all’angolo. Tutte le Coca-Cola sono uguali e tutte sono buone. Liz Taylor lo sa, il Presidente lo sa, il barbone lo sa, e lo sai anche tu”. – Andy Warhol

È il soft drink per antonomasia, bevuto tanto nelle grandi metropoli quando negli angoli più sperduti del pianeta, un piacere irrinunciabile dal sapore inconfondibile e inimitabile. Dal 1886 mantiene al sicuro il segreto della propria ricetta e, questo è assai probabile, nessuno ne verrà mai a conoscenza. Sì, è proprio lei, la Coca-Cola, o Coke, come amorevolmente viene chiamata dagli americani, che la bevanda l’hanno inventata.

Tutto ha inizio ad Atlanta, dagli esperimenti del farmacista John Stith Pemberton che cerca un rimedio per stanchezza e mal di testa. L’ispirazione è francese e gli viene da quello che allora era conosciuto come “vino di coca”, una miscela di foglie di coca e vino Bordeaux creata dal chimico Angelo Mariani. Da qui anche il primo nome della Coca-Cola, che nasce come “Pemberton’s French Wine Coca”.

La storia alle spalle di questo brand iconico è straordinaria e affascinante, un’evoluzione che coinvolge anche il design della sua  famosa BOTTIGLIA e della LATTINA, oggetti che nel corso dei decenni sono diventati catalizzatori per l’interazione sociale, fino a diventare ispirazione per gli artisti. La storia dell’azienda è infatti inevitabilmente e strettamente legata alla bottiglietta simbolo della bevanda.

È un tale Joseph A. Biedenharn, proprietario di un negozio nel Mississippi, che nel 1889 inizia a imbottigliare la Coca-Cola in un packaging di VETRO chiamato Hutchinson. Tenta così di convincere l’azienda ad adottare la sua bottiglia, ma non ha alcun successo. Si deve attendere il 1915 perché venga disegnata, e il 1916 perché venga introdotta sul mercato, la prima bottiglia ufficiale del soft drink.

1899, la prima bottiglia della Coca-Cola.
1899, la prima bottiglia della Coca-Cola.

È la nascita della cosiddetta Contour Bottle, termine che appare per la prima volta su Le Monde nel 1925, il packaging centenario tra i più iconici della storia del design, dalla silhouette femminile, sinuosa, definita “la bottiglia perfetta” dal designer Raymond Loewy e impulso per la creatività di Andy Warhol, Salvador Dalì, Volkswagen e molti altri. Dopo aver indetto una gara, il design del packaging viene affidato alla Root Glass Company, un’azienda manufatturiera del vetro, nell’Indiana, che dovrà seguire poche essenziali linee guida: “una bottiglia dai tratti così distintivi da poter essere riconosciuta a occhi chiusi o addirittura se frantumata a terra”. Non sarebbe dovuta essere cilindrica, ma assolutamente unica. Coca-Cola non vuole in alcun modo confondersi con gli altri brand.

Nel 2015 l'iconica bottiglia di vetro Coca-Cola ha compiuto 100 anni.
Nel 2015 l’iconica bottiglia di vetro Coca-Cola ha compiuto 100 anni.

Nel 1950 appare sulla cover di TIME, è il primo prodotto commerciale a farlo: è ormai successo internazionale. Cinque anni dopo, per la prima volta nella storia del brand, è possibile acquistare bottiglie di dimensioni diverse da quella tradizionale da 6.5 once: arrivano sul mercato anche i packaging da 10, 12 e 26 once. Nel 1949, uno studio rivela che il 99% degli americani sa riconoscere la bottiglia di Coca-Cola dalla sua forma, un dato che porta al packaging il riconoscimento del Trademark il 12 aprile 1961.

Sul fondo delle contour, fin dagli anni ’60, viene impresso il nome della città dove questa è stata imbottigliata, un dettaglio che porta i più giovani all’invenzione di un semplice gioco, il “gioco della distanza”: a vincere è chi possiede la bottiglia proveniente dalla città più lontana. Oggi quelle bottiglie sono pezzi da collezione ambiti: tra i più appassionati c’è il collezionista John Thom di Woodstock, che possiede countour imbottigliate in 1.200 delle 1.450 diverse città che imbottigliavano la Coca-Cola.

Da allora, la bottiglia si è evoluta per restare al passo con i tempi, senza mai abbandonare il suo contour distintivo. Il 1978 è l’anno delle bottiglie riciclabili: l’azienda presenta il formato in PET da due litri, riciclabile, infrangibile, richiudibile e leggero, e il successo è immediato.

Evoluzione_CocaCola

Il design del packaging dalle linee femminile (non a caso è stata anche soprannominata “hobbleskirt”, ovvero “gonna a tubino”, e “Mae West”, in onore delle forme dell’attrice) simbolo di Coca-Cola non è pensato solo per apparire unico e riconoscibile, ma è stato progettato in modo tale che, una volta allineate tutte le bottigliette sugli scaffali, essere risultino perfettamente incastrate tra loro, toccandosi però solo all’altezza della fascia con l’etichetta. La linea che in questo modo formano attira l’attenzione dei clienti, grazie anche alla forza del rosso, il colore distintivo del brand. È un packaging che mette in ombra tutti gli altri e si eleva a protagonista nei supermercati di tutto il mondo.

Dal 5 maggio al 4 ottobre 2015, nel Padiglione Coca-Cola di Expo, si è tenuta la mostra “L’arte in bottiglia. I primi 100 anni dell’iconica bottiglia Coca-Cola”, che ha celebrato la celebre bottiglia nelle opere di Andy Warhol, Alberto Murillo, Pakpoom Silaphan, Howard Finster, Todd Ford,  Debra Franses Bean, Luigi Bona e Daniele Basso.

A giugno 2015 The Coca-Cola Company ha presentato, in anteprima mondiale a Expo 2015, la prima bottiglia di PET al mondo di origine completamente vegetale, frutto di un lungo lavoro di ricerca nel campo dell’innovazione sostenibile. Questa tecnologia rivoluzionaria ha inoltre catalizzato gli sforzi per riorientare il settore delle fibre di poliestere e delle resine plastiche verso un futuro rinnovabile. Sin dall’inizio, Coca-Cola ha deciso di concedere in licenza il know-how ad aziende non competitor per estendere il campo di applicazione e creare una filiera mondiale per i materiali PlantBottle.

“Una volta che abbiamo davvero capito il potenziale della tecnologia PlantBottle, ci siamo resi conto che c’erano applicazioni concrete a livello globale, ben oltre quelle contemplate per i nostri prodotti”, ha ricordato Scott Vitters, direttore generale della piattaforma PlantBottle Packaging Innovation. “Queste collaborazioni dimostrano che la tecnologia ha sbocchi in tutto il mondo del poliestere, sotto qualsiasi forma, dall’interno di un’auto alla moquette e agli indumenti, e tutto con un’impronta ecologica più tollerabile per il pianeta”.

Il percorso del packaging PlantBottle è solo agli inizi. Coca-Cola sta pianificando la conversione di tutte le bottiglie di PET, che rappresentano circa il 60% degli imballaggi utilizzati dalla rete mondiale degli stabilimenti, al sistema PlantBottle entro il 2020.

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