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Il packaging al tempo del Covid 19

In questa fase della nostra vita, quella da reclusi, dove i nostri orizzonti cambiano in modo repentino e siamo più o meno confinati tra le nostre quattro mura, abbiamo capito che lavorare da casa si può, magari sarebbe bello che non fosse un obbligo, ma una possibilità, una volta ogni tanto.

Abbiamo capito che lo sport, la socialità, la cultura ci mancano molto e che, forse, non avevamo mai dato abbastanza importanza alla libertà di fruirne. (Fioretto per il post-coronavirus: allenarsi di più, vedere più spesso gli amici e la famiglia, chattare di meno).

Abbiamo capito che limitare viaggi e spostamenti quotidiani, uscite serali e quant’altro ha praticamente azzerato l’inquinamento delle grandi città e che, se non fosse per il maledetto virus, ora potremmo respirare a pieni polmoni anche in centro di Milano o nel cuore di Pechino. E anche le nostre strade sono meno sporche, con meno rifiuti abbandonati a terra.

Abbiamo capito che le nostre serate casalinghe sono rallegrate dalla famiglia, per i più fortunati, ma anche dai vari DZN, Netflix, NowTv, Prime Video, che ci propongono un intrattenimento di qualità, liberandoci dalle sterili statistiche del contagio e dai soliti film in chiaro, visti 400.000 volte.

Abbiamo capito che uscire a cena era bello e che fare la spesa è molto meno gratificante, ma oggi ci resta solo la possibilità di fare la spesa. Anzi la necessità, visto che mangeremo a casa molto più frequentemente di quanto accadesse nella vita pre-Covid 19.

Abbiamo capito che la ruota gira, sempre.

Improvvisamente quelli che sembravano i nemici numero 1 del nostro futuro e di quello del pianeta, diventano i nostri alleati: i medicinali, i vaccini e anche il packaging.

Grazie all’imballaggio abbiamo potuto rifornire dispense, frigoriferi e congelatori di cibo, che si conserverà abbastanza a lungo, da permetterci di diradare le nostre incursioni nel supermarket e di non buttare domani mattina quello che abbiamo acquistato oggi, limitando lo spreco, ora più che mai davvero deplorevole.

Grazie all’imballaggio possiamo essere garantiti sulla freschezza, la salubrità e l’igiene degli alimenti che acquistiamo, possiamo essere certi del tempo di durata perché indicato in etichetta.

Grazie al packaging, tutto quello che ci serve continua ad arrivare, quotidianamente, ai nostri supermercati, anche se noi ci ostiniamo a comperare sempre un po’ più del necessario, che non si sa mai, meglio essere previdenti.

Grazie al packaging possiamo contare su detergenti, disinfettanti, salviettine, utili oggi e anche indispensabili per sanificare la casa, l’auto e le nostre mani, anche quando siamo fuori.

Abbiamo capito o dovremmo capire, che “troppo” è sempre sbagliato, ma “senza” potrebbe essere un dramma e questo assunto vale davvero per ogni cosa: troppo cibo, troppa pigrizia, troppe auto, troppo imballaggio, troppi vestiti, troppo spreco.

Si ringrazia lo street artist TvBoy (@tvboyofficial) per l’immagine principale dell’articolo.

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