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In arrivo i bicchieroni riutilizzabili… a prova di batterio

Sarà per via della grande popolarità del mitico marchio Starbucks, che di recente ha fatto il suo ingresso anche nel nostro paese, ma i bicchieroni per il caffè americano stanno gradualmente entrando anche nelle abitudini e nel gusto degli italiani.

Nel resto del mondo, soprattutto nei paesi anglosassoni, l’uso di questi contenitori è invece da tempo così popolare da generare grossi problemi di smaltimento. È per questo che, di recente, le principali catene hanno iniziato a offrire sconti speciali sulle bevande per incentivare l’uso di contenitori riutilizzabili dei quali si prevede nei prossimi anni una diffusione sempre maggiore.

Alcuni studi indipendenti tuttavia hanno dimostrato che i contenitori riutilizzabili, se non correttamente igienizzati, possono diventare terreno fertile per pericolosi batteri. Il problema diventa ancora più importante nel caso dei contenitori per bevande calde in cui sono presenti anche latte e zucchero, habitat perfetto per la proliferazione dei batteri.

Così, i microbiologi della Aston University di Birmingham hanno di recente condotto una ricerca indipendente per comparare le performance dei contenitori di caffè riutilizzabili in plastica con quelle di contenitori realizzati in speciali materiali antimicrobici. Gli scienziati hanno misurato la carica batterica rilevata su otto comuni tazze di caffè riutilizzabili, sottoposte a un uso quotidiano e a una varietà di regimi di pulizia, confrontandola con contenitori per il caffè realizzati con la tecnologia antimicrobica Biomaster, per testare l’eventuale riduzione della presenza di batteri in superficie.

Dal confronto è emerso che i contenitori in materiale antimicrobico sono più sicuri da usare rispetto ai comuni contenitori riutilizzabili in plastica. I contenitori standard contenevano ancora una carica batterica residua molto alta in tutti i campioni testati, anche dopo che il regime di pulizia era stato completato, e la tecnologia antimicrobica aveva di fatto inibito la crescita dei tipi più comuni di batteri di oltre il 99%.

Anthony Hilton, professore di microbiologia applicata alla Aston University, ha dichiarato:

I batteri proliferano facilmente sulla superficie di un contenitore riutilizzabile per il caffè,  se non lavato correttamente dopo l’uso.  La tecnologia antimicrobica integrata è in grado di ridurre significativamente tale proliferazione e i contenitori realizzati in questo materiale sono in proporzione meno soggetti a contaminazione.

Il materiale antimicrobico in questione si basa sulla tecnologia dell’argento e ha tre modalità di azione. Quando i microrganismi vi entrano in contatto, gli ioni d’argento impediscono loro di crescere, produrre energia e moltiplicarsi, provocandone di fatto la morte.

Fonte: Aston University

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