La Carta Etica del Packaging

Il packaging sta vivendo una fase di piena maturità. Per questo è necessario un percorso di riflessione condiviso per agevolare un’evoluzione nel rispetto dei bisogni del consumatore, dell’utilizzatore, dell’ambiente, della società. C’è bisogno di riunirsi intorno a uno strumento di riflessione e di impegno, per accompagnare il packaging verso un futuro più consapevole. Uno strumento per una “cultura di sistema” che metta in rapporto obblighi e diritti che legano il momento della produzione con quello dell’utilizzo e consumo, soggetti portatori di obblighi e soggetti che godono di diritti e aspettative.

Sono queste le motivazioni che hanno guidato la nascita della Carta Etica del Packaging, presentata ufficialmente il 22 maggio nel corso della fiera IPACK-IMA. La Carta nasce dalla sinergia tra l’editore Stefano Lavorini (ItaliaImballaggio, Ed Dativo) di Valeria Bucchetti e Giovanni Baule, docenti della Scuola del Design del Politecnico di Milano, estensori della carta, e il patrocino dell’Istituto Italiano Imballaggio. La Carta Etica è stata utilizzata dalla Giuria, presieduta dal Prof. Luciano Piergiovanni (DeFENS, Università degli studi Milano) come linea guida per la selezione dei vincitori dell’Oscar dell’Imballaggio 2015.

La Carta Etica del Packaging ribadisce che noi tutti siamo soggetti implicati in un sistema di progettazione, produzione, utilizzo, consumo e riuso dell’imballaggio. Ci ricorda che è indispensabile mettere al centro il consumatore: sappiamo che il consumatore è utilizzatore del packaging come strumento, fruitore delle informazioni che esso propone, utente del servizio erogato dall’artefatto, interprete del packaging come oggetto culturale poiché è a lui che l’oggetto è destinato. La Carta vede coinvolti progettisti, produttori, trasformatori, utilizzatori, esperti del settore e tutti coloro che sceglieranno di aderire a questo progetto. I sostenitori si impegnano a operare in coerenza con i dieci punti della Carta, a darne opportuna diffusione, a proporre iniziative per promuoverne i contenuti.

Progettisti, produttori, trasformatori, consumatori, utilizzatori, esperti del settore intendono, pensano, progettano, producono, pretendono, usano un imballaggio che sia:

1. Responsabile
È il packaging quando diventa responsabilità di tutti e verso tutti: nella progettazione, nella produzione e nell’utilizzo. Responsabili sono gli imballaggi portatori di qualità, che coniugano tutela dell’ambiente, rispetto delle esigenze di tutti gli utenti.

2. Equilibrato
È il packaging quando si propone con una giusta misura: quanto basta e quanto serve. Equilibrato è il packaging quando è pensato e progettato con una giusta relazione con il contenuto ed è il risultato di ciò che è necessario per una sua corretta diffusione. Le caratteristiche di ciascun prodotto devono indirizzare e determinare il packaging a seconda delle qualità, delle fragilità, delle funzioni del contenuto, siano esse di carattere pratico o simbolico.

3. Sicuro
È l’imballaggio sano e sicuro che protegge, in tutto il suo ciclo di vita, gli individui e le comunità. Sicuro è l’imballaggio che dà conto della propria tracciabilità, dei processi della sua filiera di produzione; è sicuro per ciò che riguarda la protezione del contenuto e la sua incontaminazione, sicuro durante il trasporto, così come durante l’uso, per l’intero arco di vita dell’imballaggio.

4. Accessibile
È l’imballaggio capace di proporsi in modo “facile” a chi lo utilizza. Accessibile è il packaging quando sa offrirsi all’utilizzo in modo semplice e intuitivo, e così tiene conto del diritto di ognuno di poter avvicinare, comprendere e utilizzare un prodotto. Quando è facile da comprendere indipendentemente da esperienze, conoscenze o competenze degli utenti o dal loro livello di attenzione, e indipendentemente dalle condizioni del contesto.

5. Trasparente
È il packaging che costruisce un rapporto immediato con il destinatario. Trasparente è il packaging quando è sincero, cioè quando dice il vero nel pieno rispetto delle norme, e lo fa in modo schietto. Attraverso la qualità della trasparenza riesce a sviluppare un rapporto di fiducia con il destinatario. Il packaging deve parlare del proprio contenuto senza alcuna deformazione, e comunicare in modo diretto, immediatamente comprensibile e inequivocabile.

6. Informativo
È il packaging che garantisce la miglior informazione, quella utile e necessaria. Informativo è l’imballaggio che, nel rispetto della normativa, riporta tutte le informazioni utili alla conoscenza del contenuto e del suo imballaggio, al loro utilizzo e allo smaltimento. Il packaging diventa la nostra interfaccia informativa perché ci mette in relazione con il prodotto.

7. Contemporaneo
È il packaging che sa essere in costante relazione con la società della quale rappresenta i valori. Gli imballaggi riflettono la cultura della società e contribuiscono a loro volta a crearla. Lo fanno attraverso i messaggi, che passano dalla loro forma, dalle loro grafiche, dai loro simboli: così trasferiscono modelli, partecipano all’evoluzione della contemporaneità.

8. Lungimirante
È il packaging che si pone in una corretta relazione con il proprio futuro. Il packaging è capace di agire oggi in funzione di possibili ricadute future. Le scelte che determinano l’imballaggio di oggi non possono svilupparsi a partire da un vantaggio immediato ma tengono conto delle conseguenze che derivano dalle scelte iniziali.

9. Educativo
È il packaging che, in quanto oggetto diffuso, sa farsi carico della propria funzione educativa. Il packaging è uno strumento inserito nella quotidianità di noi tutti, e ha dunque una grande potenzialità educativa. Il packaging partecipa alla diffusione dell’estetica quotidiana e all’interno di essa può svolgere una funzione esemplare o devastante. Deve mettere al centro la qualità, farsi portatore di qualità estetica, in grado di educare il nostro sguardo.

10. Sostenibile
È il packaging rispettoso dell’ambiente. L’imballaggio è sostenibile se progettato in modo olistico, pienamente equilibrato con il prodotto e con i suoi modi d’uso, così da ottimizzare le prestazioni ambientali complessive.

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