L’arte assoluta del packaging

Il massimo dell’espressione d’arte nel packaging è storicamente firmata Andy Warhol, forse il primo artista che ha trasformato dei contenitori in opere d’arte.

L’esempio più famoso è il barattolo di latta CAMPBELL’S.
Warhol nel 1962 usò come soggetto di un suo dipinto la lattina contenente la zuppa della marca CAMPBELL’S: una fedele rappresentazione di un prodotto commerciale, elevato a immagine artistica, venne da quel momento legittimata a entrare in una galleria o in un museo. Alle scatolette CAMPBELL’S Warhol dedicò una quantità enorme di quadri, rappresentandole sia chiuse che aperte.

La grande ripetizione del medesimo tema sembra sfruttare i meccanismi della pubblicità: il bombardamento costante delle stesse immagini provoca quel meccanismo del “riconoscere” che è una delle molle, a livello inconscio, con cui le masse manifestano le proprie scelte e preferenze.

La lattina della famosa zuppa CAMPBELL’S, che tutti gli americani compravano, venne così resa eterna, come nuovo soggetto iconografico per una società consumatrice.

L’opera è attualmente conservata al Museum of Modern Arts di New York.

La visionaria arte di Warhol non si fermò al barattolo di zuppa, ma andò oltre, rendendo uniche anche confezioni di detersivi e di altri generi alimentari.

La confezione del detersivo BRILLO, la scatola dei cereali KELLOGG’S, i barattoli delle pesche DEL MONTE e quelli del ketchup HEINZ.

La capacità di rendere mitici ed eterni dei packaging e il loro contenuto.

Fonte immagine Andy Warhol: www.telegraph.co.uk

Fonte immagini Campbell’s: www.americanartgallery.com

Fonte immagini Brillo: www.sleekdesign.fr

 

Fonte video: YouTube

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