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Packaging e logistica: è il momento di dire la verità

È il packaging che assicura la fornitura di cibo, farmaci, detergenti e presidi, che ne permette la capillare distribuzione, che garantisce l’igiene e la sicurezza dei prodotti e ne consente una durata sufficiente a un consumo non immediato, elementi che mai quanto in questa epoca di pandemia, diventano strategici e di primaria importanza.

In questo incredibile e imprevedibile contesto, tanto si parla degli eroi, impegnati in prima linea e della necessità di stare in casa ed uscire solo per la spesa necessaria o i farmaci.

Ma come arrivano i presidi medici, i medicinali, i disinfettanti, l’acqua, gli alimenti nei nostri ospedali, che sono ormai oltre la soglia limite? E come arrivano i prodotti di prima necessità nei supermercati e nelle case?

Dietro a medici, infermieri, ricercatori, virologi, epidemiologi, volontari del 118, vigili del fuoco e forze dell’ordine, organi di informazione, farmacisti e cassieri, trasportatori, corrieri e addetti alla logistica, dietro insomma a tutti gli uomini e le donne in prima linea, c’è il packaging, che trasporta, protegge, conserva e fornisce informazioni necessarie sui prodotti di cui abbiamo assolutamente bisogno.

Dietro al packaging c’è un mondo di altre persone in prima linea, che lavorano, ancora oggi, nonostante la serrata, per rifornire le aziende alimentari, quelle farmaceutiche e il mondo della detergenza e, in ultima istanza, tutte le persone che oggi conducono la propria vita e lavorano, quanto più possibile al sicuro, tra le pareti domestiche. Il comparto imballaggio è tra quelli inseriti nell’elenco delle attività necessarie e strategiche, che dovranno restare aperte e mantenere la produzione attiva, per non bloccare il paese.

È un mondo di migliaia di operai e tecnici, che ogni giorno devono raggiungere, fisicamente, il posto di lavoro, attivare le macchine, fabbricare imballaggi, mantenendo lo standard qualitativo al livello di sempre, ma in condizioni di lavoro molto più difficili, a ranghi ridotti, per consentire il necessario distanziamento sociale, con guanti, mascherine e presidi protettivi, quando possibile reperirli.

Lo sforzo che le aziende del settore, in larghissima parte appartenenti alla PMI, stanno svolgendo per continuare a lavorare è importante, per i costi che salgono, il sempre più difficile reperimento delle materie prime, gli adempimenti da seguire in repentina evoluzione. Si continuano a seguire scrupolosamente gli standard di igiene e sicurezza, previste dalle buone prassi di fabbricazione (GMP e GHP). Si procede a formare gli addetti, a sanificare al termine di ogni turno impianti, macchine, incluse quella per la movimentazione interna, ambienti di lavoro e stoccaggio – per prevenire e limitare al massimo il rischio che il virus possa depositarsi e sopravvivere sui materiali – a chiudere i ricircoli di aria e verificare che i filtri siano conformi alle idonee classi fornite da EN 1822-1. Analogamente si procede alla qualifica e controllo dei vettori viaggianti, sulla base degli stessi criteri stabiliti per la sede di produzione e stoccaggio dei prodotti.

A livello europeo, infine, Europen, organismo europeo che si occupa di imballaggio e ambiente, sta lavorando ai più alti livelli, per fornire vie preferenziali alla circolazione di materie prime e imballaggi finiti, all’interno della UE, proprio per il valore strategico che ricoprono.

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