Un packaging dalla storia infinita

La lattina per bevande ci è così familiare che non ci soffermiamo sui suoi dettagli. Solo in Germania, ogni anno, vengono venduti miliardi di lattine. Com’è possibile che si raggiungano cifre così incredibili? Come nasce una lattina? E come è possibile realizzare, giorno dopo giorno, un prodotto non solo di qualità, ma anche sostenibile ed efficiente in termini di risorse? Diamo oggi uno sguardo alle principali tappe della “vita” di una lattina per bevande in acciaio, nonché alle cifre e ai dati più importanti relativi al popolare contenitore in solida lamiera stagnata.

Una lattina in acciaio viene alla luce in stabilimenti dove si impiega il processo all’ossigeno per trasformare in ghisa liquida il minerale di ferro e il carbone da coke, con l’aggiunta di calcare e agenti riducenti quali carbone, olio e gas, nell’altoforno a temperature estremamente elevate. Nell’acciaieria a quel punto viene aggiunto e fuso il cascame d’acciaio che ha il vantaggio di ridurre la temperatura a 1600° C, la temperatura ottimale per produrre acciaio grezzo dalla ghisa. Questo è il materiale usato per il nastro a caldo, che viene inviato al produttore di acciaio per imballaggi.

Più sottile del capello umano
In questa fase della lavorazione, a partire dal nastro a caldo si produce una sottile lamiera laminata a freddo, fornita stagnata per la produzione di lattine. Questo materiale, noto anche come lamiera stagnata o acciaio per imballaggi, giunge al produttore di lattine per bevande in forma di bobina (coil).

La lamiera stagnata moderna, grazie a decenni di sviluppo, è un materiale high-tech le cui peculiarità non si notano necessariamente a prima vista. Le lattine in acciaio sono, tra le altre cose, impermeabili a luce e aria, solide e impilabili senza problemi, nonostante le pareti siano spesse appena 65 µ, quindi più sottili di un capello umano. Una lattina in acciaio da 0,33 litri pesa oggi solo 19 grammi, oltre un terzo in meno rispetto al 1985.

In questo settore lo sviluppo di nuovi materiali e la costante ricerca nel campo dei processi di produzione fa sì che l’acciaio sia all’avanguardia in termini di sostenibilità. Ogni nuova lattina in acciaio prodotta contiene una parte di cascame d’acciaio riciclato; impiegando una tonnellata di cascame d’acciaio, si risparmia circa una tonnellata di emissioni di CO2.

Per raggiungere una maggiore efficienza nella catena del valore, è importante che il materiale disponga di prerequisiti ottimali per l’ulteriore trasformazione in lattina per bevande: un elevato grado di purezza dell’acciaio consente un’eccellente formabilità del materiale e minimizza lo scarto nella fase di riciclaggio. Inoltre, la superficie ottimizzata dal punto di vista tribologico e le condizioni d’attrito sostengono il processo di produzione delle lattine in acciaio proteggendo le macchine e gli utensili utilizzati.

Nella fase successiva del processo avviene la fabbricazione delle lattine, principalmente nelle capienze da 330 e 500 ml. Le coppette aperte vengono, innanzitutto, punzonate dalla bobina e successivamente passate attraverso quattro anelli di imbutitura e allungate da una speciale macchina di formatura. Dal momento che il diametro degli anelli è inferiore a quello della coppetta in lamiera stagnata, l’acciaio non viene solo allungato, ma si assottiglia ad ogni passaggio fino a raggiungere lo “spessore” desiderato di appena 0,065 millimetri. Ogni minuto, le macchine producono circa 250 lattine. A conclusione del processo di formatura, la base della lattina viene pressata in un utensile dalla forma apposita per conferirle la stabilità desiderata tramite il caratteristico profilo a calotta. Dopo il lavaggio finale, la verniciatura e la stampa, con la procedura di “die necking” viene realizzata l’apertura della lattina. A questo punto la lattina è praticamente pronta e può essere riempita.

30% di materiale in meno rispetto a 30 anni fa
Grazie agli avanzamenti nella ricerca e al raffinamento dei processi di fabbricazione, negli ultimi trent’anni la quantità di acciaio necessario per lattina è stata ridotta di circa il 30% e il potenziale dell’acciaio come materiale per imballaggi non è ancora lontanamente esaurito. Dopo che la lattina viene caricata su pallet, consegnata, riempita e sigillata, è infine possibile consumarne il contenuto: un ciclo di vita molto breve rispetto a tutto il processo di realizzazione e al successivo processo di riciclaggio.

Una volta svuotata, tramite i punti di restituzione dei vuoti, la lattina ritrova la via del mercato dei cascami e infine torna all’acciaieria: il circolo è così concluso. Questo ciclo può ripetersi all’infinito senza che le proprietà del materiale si modifichino. Ciò rende l’acciaio per imballaggi un materiale permanente. Una tonnellata di acciaio riciclato risparmia circa 1,5 tonnellate di minerale di ferro, 0,65 tonnellate di carbone da coke e 0,3 tonnellate di calcare. Ogni tonnellata di acciaio per imballaggi riciclata e ogni lattina riciclata, dunque, contribuiscono a risparmiare risorse già scarse.

È molto positivo che il ciclo del materiale in Europa funzioni così bene. L’acciaio è il materiale per imballaggi con il maggiore tasso di riciclaggio e nel 2016, in Europa, è stato riciclato per il 79,5%. La riciclabilità di una singola lattina in acciaio è superiore al 90% e corrisponde quasi perfettamente alla quantità di acciaio presente nell’imballaggio. Dunque, prima o poi, le lattine per bevande pressate con altro cascame ritornano nuovamente all’acciaieria. Naturalmente, una lattina usata non diventa necessariamente un’altra lattina ma, a seconda del proprio karma, può “rinascere” anche come componente di un’auto, di una bicicletta o vite di una nave.

Ringraziamo thyssenkrupp per le preziose informazioni sul processo produttivo e sui dati di produzione e riciclo.

Torna indietro

Correlati