Un’acqua in lattina, grazie!

Siamo tutti ormai abituati a bere birra, Coca o Schweppes in lattina. Ma che reazione avreste se al posto di una bevanda alcolica o gassata la lattina contenesse semplicemente acqua naturale?

Lo sapranno presto negli Stati Uniti, visto che a partire dal 2020 PepsiCo cambierà il packaging delle sue acque minerali, passando dal Pet all’alluminio, una scelta dettata dalla necessità di ridurre l’uso della plastica a favore di materiali meno impattanti e più facilmente riciclabili.

Una bella sfida da affrontare visto che, come anche Pepsi ha potuto constatare, è stata registrata tra il pubblico una certa reticenza verso l’utilizzo di questo materiale per l’imbottigliamento dell’acqua. La sua naturale trasparenza infatti induce a preferire per il suo consumo un contenitore adatto a mostrare la sua purezza. Tuttavia, la decisione è presa.

Dobbiamo essere dei pionieri e guardare un po’ più avanti dei nostri consumatori – dichiara Stacy Taffet, vice presidente di PepsiCo – “e aiutarli ad andare nella direzione giusta”.

PepsiCo farà dunque da apripista per tutte le aziende del Beverage operando una svolta e fornendo un esempio a chi volesse seguirlo. Le ragioni ambientali a supporto di questa scelta sono le seguenti. Negli Stati Uniti l’alluminio è il materiale maggiormente riciclato: 55% contro il 31,2% delle bottiglie di plastica (PET) e il 39,5% di quelle in vetro. Inoltre, le lattine di alluminio sono prodotte con il 70% di alluminio riciclato, mentre per le bottiglie viene utilizzato solo il 3% di plastica recuperata con la raccolta.

Dal 2020, quindi, la linea di acqua frizzante Bubly e quella di acqua naturale Aquafina saranno confezionate in lattina, in attesa che tutto il packaging utilizzato dalla multinazionale sia realizzato con materiali riciclabili. Il che, come promesso, dovrebbe avvenire entro il 2025, una sfida che  il presidente e amministratore delegato di PepsiCo, Ramon Laguarta ha fatto sua, considerandola una priorità del suo mandato.

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Fonte: VendingNews

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